SIGFRIDO RANUCCI

Sigfrido Ranucci è un giornalista italiano che conosce molto bene quale sia la forma della paura. La paura che mettono le parole quando sono dette dai giusti, quando vanno a rompere quegli equilibri malati e mai giusti.

Dagli anni novanta lavora alla Rai come inviato e autore di programmi di informazione. Cronaca e poi attualità fino ad approdare all’estero: Balcani, New York per le torri gemelle, Sumatra.

Ranucci ha conosciuto una faccia della paura e l’ha sempre fronteggiata con un microfono e le sue parole. Con quelle parole, con quella paura, nel 2006 ha creato e co-scritto Report. Un programma televisivo di inchieste giornalistiche. O forse non solo questo.

Report sta facendo la storia nell’ambito del giornalismo investigativo. Come il suo spirito investigativo che vuole ancora scavare. Per questo ha realizzato numerose inchieste sul traffico illecito dei rifiuti sulla mafia e sull’utilizzo di armi non convenzionali.

Sigfrido scava sempre e ancora. E forse le sue parole hanno spaventato qualcuno. Dall’estate 2021, Ranucci è nuovamente sotto scorta dopo che le sue parole, giuste, precise hanno spaventato qualcuno di quel sistema malato contro cui le sue inchieste sono sempre state orientate. Sigfrido ha saputo smuovere qualcosa di profondo anche in quei criminali, anche negli animi apparentemente più intoccabili. Sono le sue parole, la paura più grande per chi dice di far parte della mafia.

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