Pugliese, Lia Sava è di quelle personalità forti come le radici degli ulivi della sua terra. Dalla sua terra ha preso anche la tempra tenace e ha iniziato il suo percorso in magistratura nel 1991. Come primo incarico ha svolto le funzioni di pretore civile a Roma dal 1992 al 1995. Dal 1995 al 1998 è stata pubblico ministero alla procura di Brindisi applicata alla Dda di Lecce.
La sua esperienza la porta in Sicilia, a Caltanissetta, come procuratrice aggiunta è stata sull’ex presidente delle Misure di prevenzione Silvana Saguto. In quella Sicilia su cui da vent’anni indaga sui misteri della mafia, ma anche di una certa antimafia. Dal 2018 Lia Sava è la prima procuratrice generale donna nella storia della magistratura siciliana.
Forte, tenace e capatosta come certi eroi, Lia ha chiesto a distanza di 29 anni, di analizzare i reperti trovati sul luogo della strage di Capaci e di Via D’Amelio, ma anche di rileggere le intercettazioni registrate in altri contesti investigativi e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia per far luce sui pezzi mancanti delle stragi del ‘92.
Una missione che ha abbracciato e che cerca di trasmettere sempre a chi la ascolta, a chi parla con lei. Dura, forte. Una radice che ha ancora tanto da trasmettere alle future generazioni e che vuole farlo onorando il passato tenendolo vivo nel futuro.